Il bullo sofferente

Sono momenti che hanno del tragico quelli in cui un adolescente si ritrova ad avere a che fare con quelli che vengono definiti i bulli.

Qualche settimana fa mi sono ritrovata davanti ad una allieva delle classi di danza classica in lacrime perché a quanto pare da quando è iniziata la scuola è stata presa di mira dai due bulli della sua scuola.

Ho provato a capire con lei quale fosse la strategia migliore per “sopravvivere” a quegli attacchi.

Mentre parlavamo mi è venuto in mente un passaggio del libro “Ascolta il tuo Corpo” di Lise Bourbeau:

Nella vita non ci sono persone cattive, solo persone sofferenti

Inoltre uno scritto del 1944 di Bowlby, ''Quarantaquattro giovani ladri'', in cui afferma che “dietro la maschera dell’indifferenza c’è una profonda sofferenza e dietro l’apparente insensibilità, c’è disperazione”.

Leggendo insieme quelle frasi abbiamo riflettuto sul significato profondo di quegli attacchi.

- Quanta sofferenza ci deve essere dentro una persona che ha bisogno di vedere la sofferenza negli occhi degli altri per sentirsi grande, all’altezza e farsi notare?

- Chi sa come si sente davvero lui? Come sono abituati ad essere trattati a loro volta dalle figure che si dovrebbero occupare di loro?

- Cosa può spingere una persona ad attaccarti gratuitamente?

Abbiamo provato a riflettere su queste domande, a cambiare prospettiva.

Da: cosa posso fare io per difendermi praticamente?

A: come posso cambiare il mio modo di percepire i suoi attacchi?

Se mi metto in un atteggiamento di compassione e cerco di percepire la sua sofferenza forse i suoi attacchi mi feriranno un po’ meno.

Abbiamo iniziato da qui e pare stia funzionando.

E’ un pensiero forse troppo semplicistico, ma per ora pare stia funzionando e quindi ho deciso di condividerlo perché possa essere di aiuto anche ad altri ragazzi che si trovano in questa situazione di imbarazzo, misto rabbia, nel dover gestire questi attacchi gratuiti.