Sono come tu mi vuoi

La scorsa settimana sono stata al teatro Manzoni di Milano a vedere ''La Guerra dei Roses'' interpretati da Ambra Angelini e Matteo Cremon.

Ho avuto l’occasione di vedere da fuori questa dinamica familiare che drammaticamente non si allontana un gran che dalle realtà di cui sento parlare quotidianamente nel mio lavoro di counselor e danzaterapeuta.

Donne sull’orlo di una crisi di nervi, titolava un film del 1988.

Siamo veramente così vulnerabili al passare del tempo e ai cambi ormonali o c’è qualcosa in più sotto?

Un simpatico post di facebook di qualche tempo fa dava la colpa ai principi della disney per le nostre aspettative sugli uomini... MA……

C’è un grande ma che mi fa riflettere: negli anni di seminari condotti insieme alla Dottoressa Erica Poli: da singolare femminile a Carisma per Donne, che riproporremo a breve, ci siamo concentrate sulla percezione dell’essere donna in modo singolare. Abbiamo cercato di far capire che ognuna di noi dovesse esprimere il proprio “singolare femminile” e aiutato a comprendere i diversi funzionamenti delle aree del cervello.

In questo modo abbiamo voluto dare una spiegazione a quelle differenze di gestione e percezione che scatenano liti furibonde all’interno della coppia.

Il punto su cui mi trovo a riflettere, dopo aver studiato per anni i diversi funzionamenti neurologici e culturali è: ma se fossero le principesse a far finta di essere perfette fino all’esaurimento e non i principi a voler sembrare perfetti oltre misura deludendo ogni aspettativa?

In fondo come si dice da sempre: ''Gli uomini non cambiano mai!'' Le donne, invece, sono in continuo mutamento, crescono??? oppure si stancano di recitare una parte???

Quando siamo all’inizio di una relazione facciamo di tutto pur di piacere, a lui, ai suoi amici e alla sua famiglia.

Dopo qualche anno però inizia a darci fastidio tutto.

Se ci fermiamo un attimo e guardiamo da fuori: cosa cambia veramente? Chi abbiamo al nostro fianco o il nostro modo di percepire le cose?

Nella guerra dei roses la protagonista, Barbara, ha finto per 18 anni di essere la moglie perfetta, l’amante perfetta e la compagna perfetta rinunciando ad ogni possibilità di esprimere se stessa.

Ad un certo punto si stanca, si ribella, inizia a lamentarsi e lui non capisce più niente.

Lui è rimasto sempre uguale, lei gli ha fatto credere di essere diversa. Il risultato?

La guerra.

Come sempre, forse la ragione sta nel mezzo, lui si sarebbe dovuto accorgere di qualcosa durante gli anni, e spronarla a esprimere i suoi sogni.

Da donna però mi sento di dire che non è facile interpretare quello che gira nelle nostre teste, gli uomini non riescono a comprendere la miriade di ingranaggi e comunicazioni simultanee che attraversano i nostri pensieri.

Credo che la cosa più giusta sarebbe essere noi stesse sin dal primo istante ed esprimere esigenze e pensieri sin da subito, farci conoscere per quello che siamo per non rimanere intrappolate in un personaggio che molto presto ci starà stretto e ci stancherà.

É questo quello che voglio aggiungere alla percezione dell’essere donna: imparare ad ascoltarsi fino in fondo, non recitare una parte ma far si che il principe vi ami per quello che siete.

In questo modo non vi stancherete mai di essere quello che siete.